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Sanità Lazio: i fondi bloccati mettono a rischio il 118
Rassegna stampa
martedì 05 agosto 2008

Si inasprisce il contenzioso tra Governo e Regione Lazio: il blocco del trasferimento di cinque miliardi nelle casse della nostra regione sarebbe, secondo molti, un tentativo di forzare il governatore Marrazzo a ripristinare i ticket, introdotti da Storace e da Marrazzo stesso tolti all'inizio del suo mandato.

Di questo conflitto rischia di farne le spese il 118, la cui pesante situazione finanziaria rischia di aggravarsi fino al collasso.
Negli ultimi giorni i giornali hanno riportato a più riprese notizie su questo argomento, a cominciare dal Messaggero del 2 agosto, che riporta le dichiarazioni della dr.ssa D'Innocenzo, che per prima ha lanciato un grido d'allarme. Riportiamo anche gli articoli usciti sul Messaggero del 3 agosto e sulla Repubblica dello stesso giorno e un pezzo, comparso sul Tempo del giorno 5, su cui è stato pubblicato un intervento, sullo stesso tema, del PdL Gramazio.

 
Il risparmio è servito
Ultime notizie
martedì 05 agosto 2008

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L'Ordine di servizio licenziato dalla Direzione Aziendale il 25 luglio scorso, avente per oggetto la “continuità del servizio di emergenza”, è un segno inquietante del momento drammatico che sta attraversando l'Azienda.
Quello che più preoccupa è che con questo modo di procedere, la crisi di risorse rischia di essere esacerbata da una vera e propria crisi di progettualità.
Nell'Ordine di Servizio in questione, è vero che si dà la possibilità agli Autisti-barellieri di guidare l’ambulanza, ma viene anche sancita la possibilità per tutti i mezzi di soccorso di operare con equipaggi ridotti: non si può negare la forte delusione che deriva dal fatto di vedere una improbabile quanto ambigua concessione accompagnata da una contropartita così pesante.
Chiariamo subito che per noi, ovviamente, non è in discussione l'idoneità degli Autisti-barellieri alla conduzione dei mezzi di soccorso e che nemmeno ci sentiamo incatenati allo schema dell'equipaggio a tre.
In un momento come quello attuale, con la necessità di massimizzare l'efficienza, non si può e non si deve rimanere ancorati a vecchi schemi; ma un conto è ragionare, nell'ottica di un piano di rilancio, sull'utilizzo di tipologie di mezzi diversificati che consentano una diminuzione dei costi parallelamente ad un aumento delle risorse disponibili (per esempio, equipaggi ridotti ma con aumento significativo dei mezzi circolanti), completamente diverso è voler tappare le falle delle carenze di personale con provvedimenti estemporanei.
In questo modo non si massimizza l'efficienza, si abbattono semplicemente gli standard assistenziali. E non ci sembra nemmeno troppo peregrino paventare possibili ripercussioni su personale che non ha mai guidato un mezzo di soccorso e che non ha mai svolto un corso di guida sicura. E’ vero che si tratta di operatori in possesso dei requisiti previsti, ma, non scherziamo, non è certo per decreto che si  battezzano nuovi autisti d’ambulanza, dall’oggi al domani, senza un adeguato e graduale inserimento.
Si tratta di una procedura criticabile già posta in essere in passato (con l'arrivo del personale interinale, tanto per fare un esempio), tutti ricordiamo come andarono le cose, e in quell'occasione fummo fortunati, ma non ci sembra né saggio ne opportuno ripetere lo sbaglio.
Avevamo trovato interessanti (e degni di plauso) i ragionamenti prospettati dal Direttore Generale nei mesi passati (il 1° aprile al Convegno organizzato dal COES) perché ipotizzavano un percorso articolato che, attraverso la valorizzazione delle professionalità, la revisione dell'allocazione delle risorse sul territorio, il loro aumento e, per finire, una ridefinizione della tipologia dei mezzi di soccorso (dei quali solo alcuni con due figure), avrebbe consentito di pervenire agli obiettivi voluti.
Ma quella cui ci troviamo di fronte è, purtroppo, una tegola piovuta sulle nostre teste, senza gli indispensabili e annunciati passaggi, ove si applica ciò che più conviene per tutti i mezzi (cioè si taglia) con l'aggiunta, quel ch'è peggio, di piccole “furbizie” che la rendono la pillola ancor più amara.
Richiamare una deroga nella composizione a tre degli equipaggi, prevista in una normativa vecchia di quattordici anni e solo in via transitoria per la fase di avvio, fa come minimo sorridere, così come scomodare addirittura le norme costituzionali a tutela del diritto alla salute per giustificare un provvedimento che, come proposto, rischia solo di peggiorare la qualità dell'assistenza, ci sembra perlomeno irriguardoso.
A questo punto, restiamo in attesa di conoscere l'opinione delle parti sociali visto che su un provvedimento di tale rilevanza il sindacato avrà certamente qualcosa da dire.

 
La migliore formazione...
Ultime notizie
mercoledì 30 luglio 2008

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L'ARES, a quattro anni dalla sua nascita, ancora attende un Piano Formativo. La Conferenza Stato-Regioni ha definito, già nel 2003 delle linee guida di riferimento e il Ministero della Salute, nell'ambito del Progetto Mattoni SSN, ha meglio definito, in un documento del 2006, quali dovrebbero essere gli standard formativi minimi per il personale dell'emergenza territoriale.

In questi anni, troppo spesso abbiamo visto i nuovi arrivati "sbattuti in prima linea" a farsi le ossa dopo un frettoloso corso BLS e ITA e senza adeguati tempi di affiancamento. Già sarebbe qualcosa se si recepissero le indicazioni contenute nei documenti sopracitati: di training e retraining, nel nostro lavoro non se ne fa mai abbastanza.

Non possiamo non dire che si tratta di linee guida che necessiterebbero di ampie integrazioni e siamo convinti che proprio la nostra Azienda potrebbe meglio di chiunque contribuire ad una puntualizzazione dei bisogni formativi di chi opera nell'emergenza e divenire quindi un riferimento per le istituzioni sovraordinate nella definizione degli standard formativi in questo campo. Si tratterebbe, in estrema sintesi, di andare oltre gli aspetti meramente clinici relativi alla gestione del paziente per entrare nel merito di attività fondamentali attualmente trascurate, come il lavoro di C.O. (call intaking e dispatching) o la conduzione dei mezzi di soccorso (tecniche di guida sicura).

Non avremo certo la pretesa di esaurire l'argomento con queste poche righe o con una battuta, ma le attese, dopo l'arrivo del nuovo Direttore Generale, sono grandi. Prendiamo per buone le sue assicurazioni, recentemente ricevute, sull'imminente varo di un piano formativo degno di questo nome. Sappiamo bene come nessuno meglio della dr.ssa D'Innocenzo sia consapevole della sua importanza e della sua urgenza.

 
Il Direttore Generale incontra l'AsSocAr
Ultime notizie
venerdì 25 luglio 2008

La scorsa settimana, la dr.ssa Marinella D'Innocenzo ha ricevuto una delegazione dell'Associazione Soccorritori ARES (di cui questo blog è espressione) in un incontro che testimonia tutta l'attenzione e la sensibilità del nostro Direttore alle istanze espresse dalla nostra associazione.

Il poco tempo a disposizione non ha consentito certo una disamina di tutti i temi che ci stanno a cuore, ma è stato sufficente per affrontarne alcuni tra quelli cui diamo più importanza.

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