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martedì 09 settembre 2008 |
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Il 118 di Torino è nuovamente sotto i riflettori. I fatti ce li racconta con dovizia di particolari "la Stampa" del 5 settembre. In breve, un'eliambulanza interviene per un codice rosso, l'annegamento di un bambino, ma, per un'imperdonabile dimenticanza, i farmaci conservati in frigorifero non verrebbero messi nel borsone al momento della partenza. E' un episodio esemplare che ci ricorda - se ce ne fosse bisogno - quanto sia delicato e quanto pesanti le responsabilità che il nostro lavoro quotidianamente comporta. Ma ne parliamo per una ragione diversa. |
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martedì 02 settembre 2008 |
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2 settembre 2008 - Gli Organismi Dirigenti della nostra associazione sono stati ricevuti, nella giornata di ieri, dal Direttore Generale dell'ARES. Nel corso dell'incontro abbiamo avuto modo di essere messi al corrente di numerose iniziative e progetti in cantiere ma anche delle gravi preoccupazioni legate al mancato reintegro dei fondi tagliati al bilancio aziendale. L'attesa è ora che il mondo politico passi dalle espressioni verbali di solidarietà ad atti concreti, questo anche per la partita legata al Concorso per 200 infermieri, dal momento che la sua prosecuzione è legata anche alla concessione di una deroga al blocco alle assunzioni sancito da una circolare regionale del 21 agosto scorso. Ma abbiamo anche appreso, e siamo ben felici di informarvene, che la Commissione concorsuale era già convocata per la prima metà di questo mese. Che la Direzione aziendale, malgrado le difficoltà, confermi in tal modo la sua volontà a dare uno sbocco positivo alla vicenda è importante, anche alla luce della centralità che la figura professionale dell'infermiere riveste in qualunque serio piano di rilancio. Dobbiamo anche sottolineare di aver molto apprezzato la disponibilità della dr.ssa D'Innocenzo a confrontarsi senza riserve su tutti i temi proposti, con franchezza, in un clima sempre costruttivo. Diamo atto al Direttore Generale di quanto fatto e, soprattutto, dell'impegno, confermato, per un progetto organico che porti la nostra Azienda fuori dalla attuale fase di stallo. |
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sabato 30 agosto 2008 |
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Abbiamo ricevuto numerose mail da Infermieri dell’ARES (molti dei quali iscritti alla nostra Associazione) che ci chiedono notizie sul tristemente famoso concorso pubblico per titoli ed esami per 200 Infermieri, indetto nel lontano 2006, di cui si sono oramai perse le tracce. Pensiamo sia giusto riportare le loro lamentele nella speranza di contribuire in tal modo a sensibilizzare i soggetti istituzionali competenti, che, da noi interpellati, avevano convenuto sull'opportunità, anche nell'interesse dell'Azienda, di sanare questi lavoratori precari. E sì, perché di precarietà ne parla spesso, com'è giusto, anche il Sindacato, ma non si deve dimenticare che non ne sono afflitti solo gli Autisti, per i quali sono in corso le doverose e legittime procedure di stabilizzazione... |
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mercoledì 20 agosto 2008 |
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Il pezzo uscito sulla Stampa del 18 agosto, che racconta i guai del 118 torinese, merita un breve commento. Il giornalista pensa bene, nell'attacco del pezzo, di citare Roma e i "venti di rivolta" che attraverserebbero il nostro servizio per affermare che se "il sistema 118 (torinese), non è vicino al collasso - come nella capitale - di sicuro naviga in acque perigliose". Ci sia consentito, garbatamente, dissentire. Roma ha oltre venti volte il numero di operatori impegnati a Torino, cosa che rende problematico qualunque paragone, ma il quadro, così come emerge dalla lettura dell'articolo, è ben peggiore di quello della capitale. La nostra convinzione è che un modello organizzativo come quello piemontese, portato ad una scala romana, collasserebbe in ventiquattro ore. Una percezione della realtà molto sabauda, spinge invece il giornale a collocare Torino in una sorta di purgatorio, comunque distante dall'inferno romano. Il punto è, forse, che noi abbiamo la franchezza di parlare apertamente dei nostri problemi, cosa che non tutti fanno volentieri. Malgrado tutto, gli attuali standard dell'ARES sono superiori a quelli descritti da La Stampa per il capoluogo piemontese. Ciò che appare chiaro, dopo aver letto l'articolo, è piuttosto quale sia la direzione nella quale l'ARES NON deve andare. Ricorso indebito a personale precario, uso disinvolto di soggetti eterogenei, tanto per fare un paio d'esempi. Ma si tratta di cose che già sapevamo. La ragione delle nostre attuali inquietudini è proprio il timore che cronicizzi, qui da noi, l'abitudine degli ultimi anni a semplificare le cose con scorciatoie che vedono sempre più frequente il ricorso, non adeguatamente strutturato nè correttamente integrato, a soggetti esterni. Le nostre attese, dopo l'arrivo del nuovo Direttore Generale, sono proprio che il rilancio del servizio passi attraverso una inversione di questa tendenza. Diversamente, saremo condannati ad una inevitabile involuzione e anche Roma tornerà a conoscere tempi di attesa di trenta minuti e oltre... |
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